
Chi non ha mai voluto, almeno una volta, prendere effettivamente a pugni un avversario virtuale ?
Basta inclinare le mani e il volante sterza
Natal è una grossa barra sensore in cui è facile notare la presenza di almeno due videocamere: la scelta ricorda indubbiamente gli occhi di un essere umano, e d'altronde tutti sappiamo che la
Natal è una grossa barra sensore in cui è facile notare la presenza di almeno due videocamere: la scelta ricorda indubbiamente gli occhi di un essere umano, e d'altronde tutti sappiamo che la
sensazione di profondità percepita dal nostro cervello ci viene proprio dalla visuale stereoscopica. Quello che è particolarmente interessante di Natal è la sua capacità di operare non solo scansioni rapide e routine di riconoscimento facciale - tecnologie sicuramente ereditate dalla moderna fotografia digitale - ma addirittura un body motion capture totale. Dove altre tecnologie si limitano a riconoscere un generico movimento, Natal riconosce un braccio o una gamba, o entrambi. Insomma, l'intero corpo del giocatore, o dei giocatori (non penserete che Natal si fermi a quattro arti, vero?), di fronte allo schermo diventa un'interfaccia totale a 360 gradi.
Idem valga per il microfono incorporato: riconoscere la presenza di un suono? Natal fa di più: come un ottimo programma di videodettatura, riconosce parole e frasi, intonazioni, timbri e così via. Ogni giocatore viene quindi per così dire “classificato” dalla macchina, cosicché questa sia in grado di riconoscere non solo i suoi comandi e i suoi ordini vocali, ma addirittura il suo umore in base alle alterazioni delle espressioni e della voce.Già “solo” con queste tecnologie le applicazioni sono infinite: giochi di sport o combattimento in cui le nostre reali capacità sono messe alla prova (senza rischio di farsi male, però), giochi di guida comodamente seduti in poltrona con le mani strette intorno ad un volante inesistente - e sessioni di pit-stop in cui svitiamo i bulloni come se avessimo in mano l'apposita pistola - prove di abiti senza bisogno di estrarli fisicamente dall'armadio, pittura a corpo libero, e così via con l'unico limite nell'immaginazione. Poteva bastare? Ebbene no: Natal riconosce anche gli oggetti, e in molti titoli sarà possibile per così dire “inserire” delle cose oltre lo schermo semplicemente avvicinandole alla periferica.È il punto focale che ha affascinato persino il grande ideatore di giochi Peter Molyneux, il quale accantonato per adesso il progetto Fable II si è lanciato a capofitto nello sviluppo di Milo, un bambino virtuale con cui l'utente può interagire come se fosse proprio un amico. Milo conversa con noi, riconosce le nostre espressioni, ci chiede di passargli oggetti o ce ne lancia a sua volta: dopo averci fornito di maschera subacquea, ad esempio, ci invita a infilare la testa in uno stagno, e i pesci si allontanano ad ogni movimento delle nostre mani.Naturalmente, come tutte le novità, per quanto ciò che è stato mostrato di Natal sia veramente incredibile, solo il tempo ci dirà se veramente i videogiocatori sono pronti a una simile rivoluzione, o se sono effettivamente un branco di pigroni che preferiscono stare seduti in poltrona con un controller in mano.
Ecco il ragazzo col suo skateboard personalizzato
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