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sabato 20 giugno 2009

HANDS ON UNCHARTED 2 DRAKE' S FORTUNE : AMONG THIEVES

Tutti conosciamo Uncharted. Così come sappiamo altrettanto bene che entro l'anno aggiungerà un secondo, attesissimo capitolo al curriculum. È un'avventura cinematografica, a tratti ironica, molto vicina alle pellicole di un Indiana Jones a caso. Proprio per questo motivo l'annuncio di un multiplayer in arrivo - inutile negarlo - ci ha presi in contropiede. Non è neanche troppo difficile comprendere i perché di questa scelta. Trovandoci nell'era dell'online, Naughty Dog avrà voluto cavalcare l'onda e assicurarsi una fetta di mercato maggiore. Fetta di mercato che, per forza di cose, il capostipite non è riuscito a guadagnarsi. Se il tutto fosse stato buttato lì giusto per ingolosire i sostenitori dei titoli longevi, era ancora da vedere. Fortunatamente, siamo stati graziati di una versione di prova; medesima versione di prova che chiunque abbia preordinato InFamous, al tempo, è riuscito ad accaparrarsi. È giunto quindi il momento di tuffarsi nella prima prova con mano di questo Among Thieves. Essendo only-multiplayer, abbiamo potuto assaggiare una parte delle innovative modalità contenute nel prodotto finale.





In primis, citiamo la presenza di partite cooperative, oltre che competitive. Nella demo da noi in possesso abbiamo avuto la possibilità di unirci ad altri due giocatori, amici e non, per farci strada tra i complessi dedali di una cittadella tibetana. Tutto questo, una volta ritrovatici a random in uno dei tre personaggi (Nathan, Sullivan o Chloe). Come suggerisce il nome, aiutarsi a vicenda sarà vitale per il buon fine della missione. E non parliamo solo di coprire le spalle del compagno di turno dal soverchiante numero di nemici, ma anche e soprattutto di collaborare in fase esplorativa. Spesso potrà capitare, infatti, di dover superare precisi passaggi esclusivamente con l'unione delle forze del trio. Non saranno rari, appunto, pesanti ostacoli da spostare o luoghi fuori portata da raggiungere. In caso un alleato tiri le cuoia, sarà doveroso per il partner più vicino aiutarlo a tornare in forze. Se invece caso ha voluto che l'intero gruppo venga messo K.O., non disperate: ogni partita fornisce almeno tre tentativi. Terminati questi, sarà Game Over, con tanto di biglietto di sola andata per la lobby iniziale.Molto simpatica, soprattutto se giocata in una comitiva completa di auricolari, ma ora è il momento della vera sfida. Noi di GameSurf siamo dei duri, quindi via di volata a mietere vittime in un Deathmatch a caso. Le mappe a disposizione sono due: Piazza e Villaggio. Entrambe piuttosto piccole e votate al massacro più totale, a dirla tutta, ma molto differenti sia per quanto riguarda il design che per l'atmosfera. La prima, al buio e riconoscibile per i suoi vasti spazi aperti, è il campo più semplice da padroneggiare. Le due basi avversarie sono divise da angusti vicoletti adiacenti ad una piazza di ampio respiro. Difficile nascondersi; perfetta per chi vuole falciare facilmente qualcuno senza andarlo prima a stanare. Il Villaggio, invece, è quella più complessa. Dedali di casupole e stradine si diramano su più livelli, smorzando il campo visivo e costringendo così il giocatore a controllarsi continuamente il didietro. Le regole sono semplici: un massimo di 10 giocatori si divideranno in due squadre opposte da 5 membri ciascuna.

Vince il team che raggiunge per primo le 50 uccisioni, oppure che ha totalizzato il maggior punteggio allo scadere del tempo. La principale peculiarità dell'online è la medesima che contraddistingue il gioco. Definire Uncharted un Third Person Shooter è fin troppo restrittivo, viste e considerate le doti salterine del protagonista. Sulla falsariga dell'avventura principale, quindi, anche il multigiocatore si bea di una pesante impronta platform. Se è vero che le sparatorie si basano completamente sulla continua ricerca di una copertura e sul fuoco da sopra la spalla, è altrettanto vero che la struttura delle zone permette di arrampicarsi e arrivare in luoghi nuovi, magari per guadagnarsi una posizione di vantaggio o per raggiungere e soffocare in una morsa letale il cecchino di turno. Ciò non significa che, nonostante il passare degli anni, Uncharted sia rimasto identico a sé stesso. Anzi, fin da subito saltano all'occhio le prime differenze. Pad alla mano, i personaggi risultano molto più pesanti che in passato, ad esempio. Una scelta, probabilmente, atta a bilanciare il più possibile gli scontri con altri giocatori umani. Stessa cosa per il rinculo, incrementato al fine di rendere le sparatorie dalla lunga distanza ancor più realistiche.Oltre al Deathmatch, abbiamo testato anche il Saccheggio. Niente di così distante dal solito Cattura la Bandiera, ma pur sempre un modo per mettere alla prova le capacità dell'intera squadra, oltre che del singolo. Un team per volta si impegnerà nel recupero di un tesoro custodito nella base avversaria. Come di consueto, lo scopo sarà quello di infiltrarsi, rubare il carico di preziosi e riportarlo a chi di dovere, magari scambiando il pesante fardello con i propri compagni nei momenti di difficoltà. A fine partita, verremo ripagati con una quantità di dollari proporzionale al nostro valore in battaglia. Ovviamente, questo accade con tutte le tipologie di gara sopra elencate, e non solo con il Saccheggio. Al raggiungimento di un certo numero di denaro (i punti esperienza, praticamente), saliremo di grado. Dalla sola beta non è ancora chiaro quali saranno i guadagni, ma viene facile pensare che riguardino gli slot abilità disponibili. Probabile infatti che, ad incrementi di mira o del caricatore, si accodino altre piastrine ben più utili.La gestione dei menù, dal canto suo, è semplice ed azzeccata. Creare party, mandare inviti ad amici e partecipare tutti insieme alle missioni (cooperative o competitive che siano) non potrebbe essere più semplice ed intuitivo. Purtroppo, l'acerbo stadio dei lavori lo si nota su altri aspetti, server in primis. Sebbene una volta in gara di lag non se ne veda neanche l'ombra (e ci mancherebbe altro, visti i pochi fortunati a giocarci), non possiamo complimentarci allo stesso modo con il sistema di matchmaking, lento, e con i tempi d'attesa in generale. Tutte cose che potranno benissimo essere limate con il rimanente tempo a disposizione, certo, ma aspettare in lobby minuti interi per poi giocare lo stesso tempo, se non di meno, non è il massimo della vita. Anche la grafica cede il fianco a più di qualche difetto, con texture non sempre all'altezza ed effetti speciali tutt'ora primitivi. Ma, dopotutto, non stiamo qui a preoccuparci. La scritta “Beta” stampata in cubitale nel titolo basta e avanza come avvertimento: ogni aspetto è solo un minimo assaggio di quello che troveremo in futuro, e ne siamo coscienti. Stare a lamentarsi di questo o quel difetto non è saggio, dato che tra qualche mese, di queste pecche, potremo non sentirne parlare più.



Siamo arrivati alla fine del nostro tour guidato, ci dispiace. Ci dispiace altrettanto che chiunque di voi non abbia preordinato InFamous ora dovrà aspettare chissà quanto prima di poter mettere le mani sulla seconda, scintillante avventura di Nathan Drake. In attesa di poter provare in prima persona l'avventura in singolo, ci siamo sollazzati con il nuovissimo comparto multigiocatore. Divertente e spensierata, anche se non particolarmente innovativa, la modalità online di Among Thieves sembra centrare alla perfezione il suo obbiettivo: prolungare la longevità della campagna principale, e non oscurarla. Tra cooperativa e competitiva, di carne al fuoco sembra essercene un bel po', anche se al momento non abbiamo potuto provare chissà quanto. Verdetto finale rimandato a fine anno allora, quando il cacciatore di tesori più amato dal popolo Playstation tornerà ufficialmente a fare una capatina sulle nostre console. Al prossimo appuntamento, non mancate.

SPECIALE RECENSIONE PROTOTYPE

Secondo voi, cosa significa essere un supereroe? Avere grandi poteri? Probabile. Utilizzarli per il bene comune? Forse. Prendersi le proprie responsabilità? Non solo. In realtà, ancora oggi, è difficile dare una risposta precisa. Vuoi perché è un quesito stupido, vuoi perché - in decenni di “meraviglie” di Stan Lee - non abbiamo visto altro che differenti pensieri dello stesso concetto. Se Peter Parker è diventato nell'amichevole ragnetto di quartiere per vendicare la morte dello zio, un certo Bruce Banner si trasforma in Hulk senza neanche volerlo. Se Iron Man si è messo al lavoro su una portentosa armatura per sventare la minaccia della multinazionale che lo teneva prigioniero, il Cavaliere Oscuro pattuglia Gotham per il solo gusto di punire i malviventi. Questa volta tocca ad Activision, con i suoi Radical Entertainment, dare forma alla propria visione del supereroe. In questo caso parliamo di un essere confuso, senza uno scopo preciso, che sfrutta le sue abilità per lottare contro il mondo intero. Nessuna fazione, nessun alleato. Stavolta, al centro di tutto, c'è un singolo uomo. E guai a chi prova a fermarlo.
Gli attacchi speciali, generalmente, ci aiuteranno nell'avere la meglio su più nemici contemporaneamente

Nessuno è al sicuro da Mercer, neanche in aria. Ovviamente, ucciso il pilota, potremo metterci noi alla guida di questo distruttivo elicottero

Si chiama Alex Mercer. Detto così, non sembra chissà che spaventoso abominio. E in effetti non lo è, dato che fino a qualche settimana prima era una persona come tutte le altre. Cosa sia accaduto nel lasso di tempo che intercorre dalla sua morte al miracoloso risveglio su un tavolo d'obitorio, è ancora un mistero. Un mistero che lo stesso Mercer, privo di qualunque ricordo, ha intenzione di svelare. Parte così per un lungo viaggio verso la verità, tra società doppiogiochiste e piacevoli incontri, tra reminescenze del passato e letali poteri da tenere sotto controllo. Ben presto, però, ci renderemo conto di come la storia vada ben oltre il solo Alex. In men che non si dica, l'anti-eroe si ritroverà a fronteggiare un ceppo virulento che sembra essersi diffuso per l'intera New York, portando i cittadini alla pazzia, . È il solito cliché del mostro braccato sia dalle autorità che dai suoi simili, vero, ma non bisogna dare tutto troppo per scontato. Di metropoli in quarantena e attanagliate da orde di infettati ne abbiamo viste a migliaia, ma una sostenuta narrazione e qualche inaspettato colpo di scena nel finale riescono lo stesso a tenere vivo l'interesse del giocatore. Una gradevole rivisitazione del dramma già vissuto in Resident Evil; intrigante ma senza troppe pretese.Come lecito aspettarsi, il gameplay girerà attorno ai poteri del protagonista. Completamente. Mercer è ora una macchina assassina? Allora ucciderà, niente più. Scattante, brutale e senza scrupoli: se lo potessimo paragonare a qualcuno, lo faremo al già citato Hulk. E non è affatto un nome a caso, considerando come i Radical abbiano già dimostrato l'amore per la “bestia verde” con un paio di titoli su licenza. Prototype non si allontana molto da quelle basi, a dirla tutta. Si gira per New York alla velocità della luce, si corre verticalmente sulle pareti dei grattacieli, si plana sulle teste delle persone spaventate, si accetta una missione, la si completa. E si distrugge tutto quello che c'è sul cammino, ovvio. Perfettamente nei canoni di un free-roaming. Purtroppo, la cura riposta nelle infinite abilità e nel carisma di Mercer non tiene il passo con l'offerta generale, da qui non si scappa. La più grande peculiarità del gioco, lo slashing nudo e crudo di qualunque cosa si muova, diventa infatti ben presto un'arma a doppio taglio; perché se è vero che tranciare a metà umanoidi di ogni tipo e far saltare in aria mezzi corazzati dà una certa soddisfazione, è altrettanto vero che - senza alcuna variazione alla norma - c'è il rischio di stufarsi prematuramente. Profondità e varietà non sono di certo il pezzo forte di Prototype, anche se un parco mosse di tutto rispetto ci permetterà di personalizzare l'esperienza quanto basta per non renderla troppo monotona.Il numero di combo utilizzabili rasenta l'assurdo, con centinaia di tecniche potenziabili suddivise in offensive, difensive, di movimento e così via. Ce n'è davvero per tutti i gusti, e la libertà di evolvere Mercer nel guerriero che più si adatta alle nostre esigenze è totale. Grazie ai suoi poteri da mutaforma, Alex potrà persino plasmare a piacimento le proprie braccia, trasformandole nell'arma che più desidera. Se in principio dovrà farsi strada a mani nude, in seguito potrà affidarsi ad affilati artigli, possenti martelli, versatili fruste e persino a spadoni sventra-carroarmati. Come immaginabile, però, padroneggiare alla perfezione questo ben di Dio non è così facile. Per giunta, ogni attacco è deputato alla solita coppia di tasti e ricordarli tutti a memoria è altamente improbabile. Un'occasione sprecata, sì, anche perché - nel caos totale - si finirà sempre per sferzare fendenti a destra e a manca senza alcun piglio tattico. In pratica, la profondità c'è, ma a causa di errori di bilanciamento non la si riesce a notare
La frusta di Mercer in azione. Pensate che l'obbiettivo sia fuori portata? Certo, come no

L'attacco distruttivo potrà essere azionato quando si è al massimo delle energie (o quando si è al minimo). Tabula Rasa

A cosa serve dondolarsi sulle ragnatele quando si può spiccare il volo?

Interessante la possibilità di camuffarsi dalle vittime sterminate, siano esse soldati o civili. Infatti, assorbire un personaggio non giocante non solo ci ricaricherà di un tratto di energia, ma ci permetterà anche di assumerne le fattezze, così da non dare nell'occhio. Perché persino Mercer, nonostante la furia omicida intrinseca, preferirà talvolta passare inosservato e non ritrovarsi un intero esercito sulle proprie tracce ogni due passi. Ma non parliamo di un semplice cambiamento d'aspetto, attenzione. Assimilare qualcuno significherà anche rubargli il codice genetico, i pensieri, le esperienze. Divenire tutt'uno con il morto, in sostanza. Questo si tradurrà con il raggiungimento della patente di guida di svariati veicoli (sia d'aria che di terra), oppure con la licenza d'utilizzo delle armi più comuni, da mitragliatrici a lanciarazzi. Per di più, risucchiare un certo tipo di bersaglio ci farà anche avere accesso a curiosi retroscena della trama. Trama un po' confusionaria se ci si basa esclusivamente sull'aspetto delle informazioni principali, ma che inizierà a guadagnare un senso solo nel momento in cui si andranno a mettere assieme tutti i tasselli secondari del puzzle.L'avventura in singolo non è chissà quanto lunga, purtroppo. Anzi, a dirla tutta si attesta ben al di sotto della media, con circa 6 o 7 ore necessarie per arrivare ai titoli di coda. Fortunatamente, la situazione viene risollevata dal grande numero di missioni (o faremo meglio a chiamarle “sfide”) secondarie, star indiscusse di ogni free-roaming che osi definirsi tale. Avere la meglio sull'ultimo boss è solo l'inizio: una volta portato a termine il gioco ci verranno spalancate le porte per un'esplorazione più libera, così da permetterci di riprovare tutte le sub-quest che avevamo accantonato al primo giro. Di roba con cui tenersi occupati ce n'è, e tanta. Potremo ripulire la città dagli infetti rimasti, impegnarci nella ricerca di tutti gli obbiettivi da assorbire, oppure cercare di battere i migliori punteggi delle gare sparse in giro per New York, e tanto altro ancora. Potete stare certi che, acquistato Prototype, due o tre assidue settimane di gioco non ve le toglierà nessuno.La creazione di Radical Entertainment deve gran parte del suo successo ai massacri supremi generati da ogni incarico, e l'abbiamo ripetuto allo sfinimento. Sembra anche che gli sviluppatori abbiano costruito il motore grafico tenendo a mente questo concetto. È ovvio che, quando esplosioni, smembramenti e centinaia di nemici su schermo sono la base del gameplay, allora vada creato un cuore portante che possa reggere il tutto nel migliore dei modi. Prototype centra il bersaglio? Sì e no. Da un lato, uno stabile frame-rate gestisce fluidamente un caos a schermo senza precedenti, tra sangue, migliaia di persone in movimento, e chi più ne ha più ne metta. Ottima anche la pulizia a schermo, capace di regalare scorci privi di aliasing o pop-up di sorta. Dall'altro, invece, non si possono non notare i duri compromessi presi per controbilanciare questa nitidezza. Se chiudere un occhio sulle episodiche texture in bassa risoluzione non è peccato, è invece impossibile sorvolare allo stesso modo sulla poverissima massa poligonale. Davvero triste che una metropoli “viva” come la Grande Mela arrivi a ridursi ad uno sfondo piatto e cartonato senza alcun spessore. Particolari ridotti all'osso, neanche fosse una città giocattolo.Nulla da segnalare in ambito sonoro. Doppiaggio nella media e colonne sonore adrenaliniche al punto giusto che accompagnano la frenetica azione di gioco. Piuttosto scontate, ad essere sinceri, ma svolgono comunque il proprio lavoro
Mercer indossa ora un'armatura. E' un regalo "allegato" allo spadone. Protegge alla grande, ma rallenta di molto i movimenti

Fuoco e fiamme all'orizzonte. Qualcuno sta combattendo. Sembra il lavoro adatto per noi

Neanche corazzati di questo calibro potranno resistere alla potenza del protagonista



Un aggettivo che racchiuda l'intera essenza di Prototype? Altalenante. È un continuo sali-scendi qualitativo, e ci dispiace per chiunque si aspettasse un pelino in più. Trama scontata, ma nel suo piccolo avvincente. Grafica fluida e pulita, ma minata da mancanze piuttosto grossolane. Gameplay veloce, brutale e ricco di tecniche da acquisire, ma oltre a quello c'è poco altro. Un'altalena, appunto. Nonostante gli innumerevoli difetti, Prototype rimane comunque un titolo piacevole, consigliato a chiunque voglia spegnere momentaneamente il cervello per gettarsi in una mischia di proporzioni mastodontiche. L'anti-eroe di Activision sembra, appunto, un prototipo. Il prototipo di un'idea di successo, ma che non è stata sviluppata abbastanza per trasformarsi in qualcosa di più profondo. Speriamo che stavolta i Radical imparino dai propri errori, o dai successi della concorrenza, per migliorarsi ulteriormente. Magari così, al prossimo giro, potremo ritrovarci tra le mani un esperimento che vada ben oltre la sufficienza sofferta.

PACHTER SULLA LOTTA ACTIVISION - PS3 : "TUTTO UN BLUFF" (PS3)

E' ufficiale. Bobby Kotick , ha dato il via alle danze. Danze che finiranno all'ufficialità del taglio di prezzo, almeno.
Dopo Activision, è ora l'analista Micheal Pachter a dire la sua sulla situazione. E, come abbiamo pensato un po' tutti, vede nelle parole di Kotick un grande bluff.
"Ovvio che Bobby sta bluffando", ha infatti detto.
"Penso che Bobby, come tutti, voglia che Sony venda quante più console possibili. Semplicemente vuole un taglio di prezzo, e prima o poi lo vedrà"
"Bobby ha molto potere, e ne sta giustamente approfittando. E' come se stesse dicendo, 'Se ci fossero più PS3 là fuori venderemo più Call of Duty, più Guitar Hero e più DJ Hero'. Ed è vero"
"Ormai penso che la situazione sia chiara. Le parole di Kotick, il prezzo elevato della nuova PSP. Tutto ha un senso adesso. Se Go! costa così tanto è solo perchè Sony aveva messo in previsione un imminente taglio di prezzo per PS3 senza perderci troppo"
Ci sembra giusto. Taglio di prezzo imminente? Pensiamo di sì.

GRAN TURISMO 5 IL PROSSIMO NOVEMBRE ? (PS3)

Prima che i fan della serie di Yamauchi inizino a strapparsi i capelli, è giusto precisare come non ci sia niente di ancora confermato.
Una singola traccia, ma comunque ben accetta. Play.com ha datato Gran Turismo 5 per il prossimo 27 Novembre. Non vicinissimo, ma pur sempre qualcosa dato che non si sa niente del gioco da anni e anni.
Attendiamo quindi conferme o smentite da parte di Sony, prima di dare tutto per ufficiale.
Continuate a seguirci per ulteriori risvolti.

UNA DEMO PER THE BIGS 2 (XBOX 360)

Dopo Superstars V8 Racing, un’altra demo approda quest’oggi sul Marketplace di Xbox Live. Stiamo parlando della versione dimostrativa del simulatore di baseball di Take Two The Bigs 2, che vi permetterà di disputare una partita di tre soli inning in modalità o di cimentarvi con le modalità Home Run Derby Pinball a Las Vegas.

SUPERSTAR V8 RACING IN DEMO (XBOX 360)

Vi informiamo che sul Marketplace di Xbox Live è disponibile la versione di prova di Superstars V8 Racing. Il pacchetto di circa 250Mb consente di prendere confidenza con il gioco firmato Milestone, atteso la prossima settimana tanto su Xbox 360 quanto su Playstation 3 e PC.

LA FORMULA UNO CORRE IN IMMAGINI (PSP)

In attesa di F1 2010, gli amanti delle quattro ruote di sponda FIA (almeno per quest’anno) possono consolarsi con le nuove immagini della versione per PSP di F1 2009, atteso per la prossima stagione autunnale. Gli scatti si riferiscono in particolare al circuito di Silverstone, teatro guarda del prossimo Gran Premio.

ACTIVISION BLIZZARD NEGA IL SUO SUPPORTO A SONY ? (PSP - PS3)

Activision alza il tiro e punta dritto sul monolite Sony. Troppo costoso per il pubblico, troppi gli investimenti fatti (400 milioni di dollari pagati in royalties e altri benefits), troppi i costi richiesti per lo sviluppo in confronto a Xbox 360 e Wii, troppo pochi i rientri. Adesso basta. L’uomo nella foto si chiama Bobby Kotick ed è a capo della software house più importante del mondo: Activision-Blizzard. La sua affermazione è fredda e lapidaria: "Se Sony non taglia il prezzo della console, potremmo non supportare la console nei prossimi anni". E quando gli si chiede "quando" potrebbe non garantire più il supporto alla major nipponica la sua risposta è immediata: "2010-2011". E aggiunge: "C’è un maggior rientro negli investimenti fatti sulla 360 che non sulla Ps3". Sony è avvisata.

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